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La Val di Vara
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VARESE LIGURE
Varese Ligure Varese Ligure
Varese Ligure sorge nell'Alta Val di Vara, lungo la strada che collega Genova con la Pianura Padana, nei pressi del Passo delle Cento Croci, dove ancora oggi si erge un monumento del 1786, che segna il confine tra la regione di Genova e il ducato di Parma.
La sua fondazione si deve alla famiglia Fieschi i quali, investiti dall’imperatore Federico I, furono per molto tempo signori del territorio. Alla fine del XII secolo, tuttavia, iniziarono i primi dissapori tra gli stessi Fieschi e i Pinelli che nel frattempo si erano stabiliti nell'attuale frazione di Cassego. Le discordie terminarono a favore dei Fieschi, che, verso la fine del XIII secolo, diventarono gli unici proprietari dell’intera alta Val di Vara. I Fieschi governarono il feudo fino al 1386, anno in cui venne ceduto al Doge genovese Antoniotto Adorno. Nel Medioevo la famiglia venne poi attaccata altre due volte: nel 1435 da Nicolò Piccinino, mentre nel 1472 da Manfredo Landi, sposo di Antonia Maria Fieschi e signore di Compiano. La riconquista ebbe luogo nel 1479 con Gian Luigi Fieschi il Vecchio, che ne detenne il potere fino al 1547. Il borgo seguì infine le sorti di Genova fino all’unità d’Italia.
La sua favorevole collocazione geografica favorì lo sviluppo commerciale ed economico del borgo, a tal punto che oggi il paese sfoggia porticati, raffinati portali, botteghe, piazze pittoresche e monumenti ricchi di decorazioni architettoniche.
Il centro storico è costituito da un agglomerato di case, arroccate su se stesse attorno alla residenza del Capitano del XIV secolo, e sormontate da due solenni torrioni, eretti nel 1434 da Niccolò Piccinino e ritoccati nel 1478 da Manfredo Landi. Il castello di Varese Ligure, noto come castello dei Fieschi, in origine era formato da un solo edificio, che, nel corso dei secoli, venne ampliato con l’aggiunta dei suddetti torrioni. Il primo venne edificato nel 1435 da Niccolò Piccinino, mentre l’altro tra il 1472 e 1478-79 per opera di Manfredo Landi, feudatario dell'Alta Val di Taro e sposo di Antonia Maria Fieschi. Il complesso venne realizzato da maestanze lunigianesi, responsabili anche della costruzione della torre del castello del Piagnano di Pontremoli. Quando il paese nel 1547 passò nell’orbita genovese, il castello divenne sede del podestà fino al XVIII secolo.
Tra i monumenti religiosi, il più importante è la chiesa di Santa Teresa d'Avila e San Filippo Neri, consacrata nel 1676. Era la chiesa del convento delle Monache Agostiniane, eretta come Collegio dalla varesina Brigida Caranza sul lato della piazza di fronte al castello. A pianta centrale e in stile barocco, l’edificio ospita al suo interno due meravigliosi altari situati tra colonne di marmo: su quello di destra si trova un dipinto con l'Incontro di San Francesco con San Domenico, mentre quello di sinistra è caratterizzato da una tela raffigurante l'Apparizione della Vergine a San Francesco Saverio, opera attribuita a Gregorio de Ferrari. Sopra all'altare maggiore sorge il gruppo ligneo della Madonna di Caravaggio del XVIII secolo.
La chiesa parrocchiale di Varese Ligure è dedicata a San Giovanni Battista, eretta verso la metà del XVII secolo su un’antica struttura del XV. L’edificio è a croce latina e formata da tre navate. In quella centrale si possono ammirare affreschi che rappresentano alcuni episodi della vita di San Giovanni Battista. All’interno sono custodite preziose opere d'arte, collocate principalmente sui numerosi altari, molte delle quali sono omaggi delle nobili famiglie locali. Tra queste si ricorda una tela di San Giovanni Decollato del XVI secolo, nella navata di sinistra, una statua della Madonna con Bambino, attribuita a uno scultore inglese del XV secolo e un quadro dell’artista genovese Luigi Sciallero, raffigurante l'Immacolata Concezione. Nella navata di destra sono conservati invece una tela di Gregorio de Ferrari, rappresentante San Pietro liberato dal carcere, e un dipinto di San Francesco d'Assisi e Gesù Nazareno di Giovanni Andrea de Ferrari. Nella cappella di testa si può ammirare inoltre una meravigliosa statua lignea della Madonna della Visitazione di Maragliano. Interessante è anche il coro ligneo in legno di noce scolpito nel XVI secolo e sormontato da una statua della Madonna della Cintura, un tempo custodita nell’antica pieve di Santa Croce degli Agostiniani.
A Varese Ligure si trovano anche due oratori: l'oratorio dei Santi Antonio e Rocco e l’oratorio di Santa Sabina. Il primo risale al XVII secolo ed è in puro stile barocco. Sede dell’omonima confraternita, sorge di fianco alla chiesa di San Giovanni Battista. Al suo interno sfoggia numerosi ornamenti, tra cui tele, ghirlande, scranni intagliati, festoni in stucco, decorazioni e affreschi. La volta dell’edificio è abbellita dagli affreschi di Giuseppe Galeotti del XVIII secolo. Tra le opere d’arte più importanti, si ricordano i dipinti dei dodici Apostoli durante l’Ultima Cena. L'oratorio custodisce inoltre arredi professionali, tra cui Cristi processionali, fanali in oro zecchino e pastorali di legno dorato con l’immagine dei Santi Rocco e Antonio, risalenti al XVIII secolo. L’oratorio di Santa Sabina venne invece eretto nel XVII secolo come chiesa gentilizia dei Conti Chiappe. Sede di numerosi altari, alcuni dei quali dedicati alla Resurrezione, a San Michele, a San Giovanni Nepomuceno e a San Pasquale Baylon, l’edifico venne decorato con affreschi di Giuseppe Galeotti e stucchi. Oggi è adibito alla realizzazione di attività culturali.
Da segnalare infine la torre civica, in origine il campanile della chiesa di Santa Croce, posta a fianco del convento degli Agostiniani. L’edificio, chiuso al pubblico nel 1797, passò nelle mani della famiglia Ottoboni. Il campanile rimase invece al municipio.

Fotografia: Wikipedia



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