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IDEE PER UNA GITA A RICCÒ DEL GOLFO
Le frazioni e i borghi che compongono il territorio di Riccò del Golfo raccontano una importante storia medievale, soprattutto con i paesi di Ponzò e Carpena.
Il primo si trova molto vicino al capoluogo, adagiato sulla cima di una collina, teatro di numerosi conflitti tra i Malaspina, gli Estensi, la repubblica di Genova e Pisa, tutti desiderosi di conquistarlo per la sua favorevole posizione geografica. I confini del borgo sono segnati dalle varie abitazioni che formano un muro di difesa, dentro il quale, in origine, si ergeva un castello, di cui restano i ruderi del torrione, nei pressi del quale sorge la cappella di San Bartolomeo. Nelle vicinanze del paese ha sede la pieve parrocchiale intitolata a San Cristoforo, realizzata nel 1589 su una preesistente struttura del XIII secolo. All'interno ospita una meravigliosa ancona del XV secolo rappresentante l'Annunciazione, l'Ultima Cena e tre figure di Santi, San Giovanni Battista, San Cristoforo e San Giacomo Apostolo e una statua lignea del Santo in abiti romani. L’intero complesso racchiude l'oratorio di Santa Croce, sede della omonima confraternita.
Carpena si trova invece più a sud, lungo i rilievi che dividono l’entroterra spezzino dalle Cinque Terre. Fu un importane feudo medievale, proprietà dei signori di Carpena prima e di Genova dopo. Dell’antico castello, che difendeva la podesteria e spingeva la propria giurisdizione fino alle Cinque Terre e al golfo della Spezia, rimangono solo alcuni ruderi e alcune tracce della torre e della cinta muraria. La fortezza cominciò a decadere dopo la nascita della podesteria della Spezia nel 1343, che alla fine inglobò quella di Carpena, provocando la distruzione del castello nel 1411 per parte dei genovesi.
Ritornarnando da Carpena verso Riccò del Golfo troviamo dopo quasi 5 km San Benedetto, frazione posta lungo la via Aurelia, la più grande del comune. Nel paese sorge una chiesa settecentesca, nel 1470 dipendente dalla Pieve di Marinasco e oggi custode di un Crocefisso dipinto dal Casoni. Con una breve deviazione, da San Benedetto è possibile salire in cinque minuti circa a Quaratica, borgo caratterizzato da strette e tipiche viuzze sormontate da archi e belle case con portali in arenaria e dalla chiesa di Nostra Signore delle Grazie e San Rocco.
Una volta giunti a Riccò, si può seguire la Via Maestra e salire in poco tempo a Valdipino e Casella. Valdipino, grazie alle sue cave di arenarie, è noto per i suoi scalpellini che nel borgo lasciarono molte tracce negli scalini, nelle colonne in pietra arenaria e nelle volte. Da non perdere il Santuario della Madonna dell’Agostina, dal nome da una donna di Valdipino, vissuta tra il XV e il XVI secolo, e chiamata appunto Agostina Bernabone. Ampliato dalla confraternita di San Michele di Valdipino, nel 1750 venne restaurato nella struttura odierna. Nella sala interna è conservato l'organo della ditta De Paoli di Chiavari del 1904, un altare di marmo simile a quello di Soviore e un bel coro.
Anche Casella ospitava numerose cave di pietra arenaria. Nel paese si trovano infatti parecchie maestà. Al di sopra del centro abitato sorge il santuario di San Gottardo del XVII secolo, sito sul monte omonimo, mentre nel borgo si erge la cappella risalente al XV secolo e intitolata alla Madonna, a San Cipriano e a San Gottardo.
Polverara infine, si trova nella parte orientale del territorio verso Follo, a 7 km da Riccò. Fu in origine proprietà feudale dei Malaspina, nel 1223 venne annesso alla Repubblica di Genova, mentre nel 1253 divenne feudo dei Fieschi. Più tardi venne dominato da Oberto Doria prima di passare, nel 1299, nelle mani di Azzo VIII d'Este, all’epoca duca di Modena.




Per approfondire:

Riccò del Golfo



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