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La Val di Vara
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PIGNONE
Vista di Pignone Vista di Pignone
Il territorio di Pignone è considerato il confine naturale tra la Val di Vara e le Cinque Terre. Secondo quanto testimoniano i reperti archeologici risalenti all’età del bronzo, rinvenuti sulla cima del Monte Castellano, pare che le origini del paese siano da ritrovare in epoche molto antiche. Furono molte le signorie che si impossessarono del territorio, tra cui quella estense, malaspiniana e dei vescovi di Luni. Nel 1252 Pignone passò nelle mani dei Fieschi prima e dei Genovesi poi. Sotto la Repubblica il paese entrò a far parte della podesteria di Corvara. Un significante fatto storico si verificò nel 1312 quando Arrigo VII di Lussemburgo, accompagnato dal cardinale Luca Fieschi, sostò a Pignone, durante il suo viaggio verso Roma, dove l’avrebbero incoronato imperatore.
Il borgo è anticipato da un bel ponte cinquecentesco a schiena d'asino, caratterizzato da una nicchia, ospitante la statua della Vergine, anticamente l’unica via d’ingresso al paese. Risalente al XVI secolo, venne con molto probabilità edificato sopra una struttura preesistente. Di fianco al ponte sorge la massiccia porta maestra, l'unica tra le tre entrate esistenti in epoca medievale ad essere sopravvissuta fino ai giorni nostri. Qua sorgeva infatti un castello, la cui presenza è attestata nel 1276 nell'atto d’acquisto della Repubblica di Genova delle proprietà feudali di Nicolò Fieschi. All’epoca pare che il centro urbano fosse dominato da una torre a pianta quadrata caratterizzata da due piani. Ciò che rimane oggi sono i ruderi di un'aula del piano terra.
Il monumento più insigne del borgo è l'antica loggia medievale, oggi custode di una lapide del 1604 a memoria della vecchia via che congiungeva Sestri Levante a Sarzana. Nella piazza sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, eretta nel 1339 sui resti della vecchia chiesa paleoromanica. Sfoggia una struttura che richiama il modello dell'arte monastica gotica di tipo umbro-toscano, presente anche nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana. La parte esterna, esattamente come quella interna, è realizzata secondo uno stile nudo e severo, con ornamenti ad archetti pensili, presenti soprattutto sul portale d’entrata. L'interno a tre navate è stato oggetto di numerosi lavori di restaurazione, tra cui l’aggiunta di pilastri quadri e cappelle di minore importanza. Grazie alle opere di restauro del soffitto è possibile ammirare oggi numerosi affreschi del XVIII e XIX secolo.
In cima al paese si scorge invece il mulino Calzetta, adibito a rifugio per gli escursionisti, e il ponte cinquecentesco dell'acquedotto. Fino al 1966 Pignone era dominato da un ponte romano, vicino al quale si ergeva e si erge tuttora la chiesa di Nostra Signora del Buon Consiglio, chiamata anche della Madonna del Ponte.



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