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Tivegna Tivegna
I paesi che compongono il territorio comunale di Follo si trovano principalmente sulla sponda destra del fiume Vara. Proveniendo da Piana Battola, lungo la SP10, per secoli una frequentata sosta per i pellegrini che dalla Francia si spostavano verso Roma, dove si trova la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice del XIX secolo e l’oratorio di San Rocco, si giunge in pochi km a Piano di Follo, nato sui resti del borgo medioevale di San Martino, già castrum romano.
Prima di arrivare a Piano di Follo, sulla destra si può prendere la SP14 e salire fino a Tivegna, adagiato su un promontorio, tra la valle del Vara e quella della Magra. Il borgo è molto antico, citato per la prima volta nel diploma imperiale di Ottone I del 963 come proprietà dei vescovi di Luni. Passato nel 1252 nelle mani di Nicolò Fieschi, per volere dello zio Papa Innocenzo IV, venne governato da numerose signorie, prima di entrare in orbita genovese. La struttura del paese è abbellita da portali in pietra arenaria, mentre la chiesa, menzionata per la prima volta nel 1229, è intitolata a San Lorenzo Martire, eretta su una costruzione preesistente, già ricordata in un documento del XIII secolo. Si presenta oggi con una struttura semplice e lineare. Al suo interno custodisce un olio su tela del XVII secolo raffigurante San Michele, attribuito all’accademia del Fiasella, un bel quadro del 1665 del Cassoni, un coro ligneo restaurato e la statua della Madonna della Salute.
Da Tivegna si arriva in 5 km a Sorbolo, dove si può ammirare la chiesa di San Lorenzo, che custodisce due tele del XVIII secolo, una rappresentante la Madonna del Rosario e l’altra la Madonna con il Bambino e alcune anime purganti. Tra Sorbolo e Tivegna, nella zona di Rossoli, sorge l’oratorio della Madonna del Carmine. Da qui si giunge a Bastremoli in due km. Il grazioso borgo di origine romana accoglie con la chiesa settecentesca di San Martino Vescovo. Eretta su una struttura preesistente nel XII secolo, l’edifico sacro è costituito dal presbiterio absidale e da un unico corpo centrale. Il portale è formato da formelle bronzee, mentre all’interno sono custodite opere sacre, tra cui una tela del XVII secolo dipinta ad olio e rappresentante un'Annunciazione del XVIII secolo, l'Assunzione e una Madonna con Bambino e Santi.
L’itenerario si conclude con la visita di Valdurasca e Carnea. Il primo, a 4 km e mezzo da Bastremoli, è caratterizzato dalla chiesa di San Pietro in Durasca, realizzata nel 960 secondo i canoni artistici dei pellegrini francesi. Oggi la chiesa è costituita dalla struttura biabsidata, tipica dei complessi religiosi della zona della Lunigiana storica. L’interno è affrescato quasi completamente, anche se il dipinto più interessante è quello raffigurante la parabola di San Martino che rompe il proprio mantello con la spada, regalando una metà al pellegrino. Dell’impianto originale rimangono elementi delle due antiche navate, le mura perimetrali, la facciata con il portale ad architrave monolitico ed il campanile a forma di un quadrato.
Il secondo borgo, Carnea, a 2 km e mezzo da Valdurasca, ricordato per la prima volta nel 1188, conserva la chiesa della Beata Vergine Assunta, risalente al XVII secolo, con all’interno un’opera del XVI secolo, raffigurante la Madonna con Bambino tra San Giovannino e San Gerolamo.

Fotografia: Wikipedia




Per approfondire:

Follo



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