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IDEE PER UNA GITA A CALICE AL CORNOVIGLIO
Santa Maria Santa Maria
La frazione più importante di Calice al Cornovgilio è Madrignano, 8,5 km a sud del capoluogo. Feudo autonomo nel Medioevo, ospita i resti del castello adagiato su un promontorio alla foce del fiume Magra e del golfo della Spezia. Menzionato nel 963 in un diploma di Ottone I e, nel 1164, in uno di Barbarossa, fu possedimento degli Obertenghi, dei signori di Vezzano e dei Fieschi, nel XIII secolo Madrignano subì l’occupazione dei Malaspina, che governarono il borgo fino all’inizio del XVIII secolo. Corrado e Azzone di Mulazzo nel 1446 restaurarono l’edificio in seguito alla distruzione avanzata da Genova nel 1416. Nel 1705 il castello venne danneggiato dall’invasione delle truppe spagnole e francesi. In parte sistemato dai marchesi di Mulazzo, nel 1772 venne infine consegnato al Granduca di Toscana. Dopo l’Unità d’Italia, il castello venne destinato a caserma prima e a prigione poi. Purtroppo nel XX secolo l’intero complesso subì il terremoto del 1920 e i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Interessante nel borgo anche la chiesa dei Santi Margherita e Nicola, del XVI secolo, con una semplice architettura, caratterizzata da cinque preziose statue in marmo del 1654 e l’Oratorio di Sant’Antonio di Madrignano del XVIII secolo, interessante per l’arco trionfale, sormontato dallo stemma dei Marchesi Malaspina dello Spino Secco, e il suo altare decorato con stucchi policromi, realizzati dalla scuola dei Maestri di Lugano.
Più vicini a Calice, al nord del territorio, si trovano Borseda, Santa Maria e Villagrossa. Borseda è noto per una statua stele antropomorfa, rinvenuta durante la costruzione della strada Veppo-Borseda e conservata oggi nel castello Doria-Malaspina di Calice al Cornoviglio. Santa Maria è dominata dall’omonima chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, del XVII secolo. Edificata nel XVII secolo, la chiesa sfoggia al suo interno quadri del XVIII secolo, un prezioso coro ligneo, un organo della Famiglia Agati di Pistoia e affreschi del pittore Davide Beghè (1894) e del Righi (1897). Villagrossa infine, si sviluppa attorno ad una chiesa in pietra arenaria del XVI secolo; Risalente al XVII secolo, è costituita da un portale con doppia cornice in arenaria molto decorata. All’interno si possono ammirare una scultura in marmo raffigurante Sant’Antonio da Padova e la Statua dedicata al Patrono.

Fotografia: Wikipedia




Per approfondire:

Calice al Cornoviglio



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