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Vista di Brugnato Vista di Brugnato
Posto alla confluenza dei torrenti Gravegnola e Chiocciola con il Vara, ai piedi dell’Appennino, Brugnato era noto per l’illustre diocesi che ospitava. Le sue origini risalgono al 644, anno in cui i monaci benedettini di San Colombano fecero costruire un monastero, che col passare degli anni divenne sempre più grande e sfarzosa. L’abbazia godette del favore dei re longobardi, Astolfo, Desiderio Liutprando e Rachis, che fecero grandi donazioni. Ricordato per la prima volta in un documento del 999 dall'imperatrice Adelaide, Brugnato entrò presto in lotta con i Vescovi di Luni, fino a quando, nel 1133, il paese venne eletto dal Papa Innocenzo II a sede vescovile.Nel 1215 i territori brugnatesi furono occupati da Corrado Malaspina l'Antico di Mulazzo, fino all’intervento di Genova che elesse i Fieschi come subfeudatari della città. All’inizio del XIV secolo, Brugnato fu vittima di insurrezioni popolari tra guelfi e ghibellini che causarono l’esilio del vescovo in territorio pontremolese. Il borgo passò nuovamente nelle mani dei Malaspina, che alternarono il loro potere con i Fregoso; tuttavia, verso la metà del XVI secolo, una nuova rivolta popolare scacciò i Malaspina e spinse Brugnato a concedersi alla Repubblica di Genova, di cui ne seguì le sorti fino all’Unità d’Italia.
Dall’architettura degli edifici emerge chiaramente il ruolo difensivo del borgo, a cui ancora oggi si accede attraverso i due unici ingressi: Porta Sottana, ad est, vicino alla quale sorgono i ruderi della cappella dei Santi Rocco e Caterina, e Porta Soprana o Maestra, situata ad ovest.
La principale attrazione del borgo è la cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano. Le origini del monumento risalgono ad epoche antichissime, quando i monaci benedettini di San Colombano, tra il VII e l’VIII secolo, fondarono un monastero, che crebbe in ricchezza e prestigio, fino a diventare l’attuale cattedrale di San Pietro, San Lorenzo e San Colombano. L’esterno della cattedrale è costituito da una facciata di origine settecentesca; l’interno, strutturato a due navate ricche di colonne terminanti in capitelli con archi a tutto sesto, custodisce numerosi elementi ed oggetti romanici. Nell’abside di pietra sorge un prezioso altare in stile barocco, mentre nella navata principale un vecchio fonte battesimale. Interessante è il dipinto del XV secolo di San Colombano in atto di benedire, situato su una colonna.
Il centro cittadino è un intervallarsi di varie tipologie di edifici e dimore con portali realizzati in pietra arenaria, propria della Lunigiana. Nel borgo si trovano anche l'oratorio di San Bernardo, eretto probabilmente ai tempi dell’abbazia, con una bellissima tela di Gian Lorenzo Bertolotto e il sontuoso palazzo vescovile, oggi Museo Diocesano, scrigno di opere delle chiese della Val di Vara. Al piano terra si trovano gli scavi archeologici con i ruderi delle mura dell’abbazia; al primo piano la sala studio, la residenza del vescovo, paramenti, oggetti e sontuosi mobili, mentre al secondo piano le stanze degli abiti, delle stampe e dei manoscritti.
Nei paraggi sorgono un vecchio ponte di origine romana che attraversa il fiume Vara, il convento di San Francesco, costruito nel 1603, ex Convento dei Francescani e il santuario di nostra Signora dell’Ulivo, il cui nome è legato al ritrovamento di un dipinto della Madonna apparsa in quel posto. Eretto nel XVIII secolo, il monumento si erge tra una verdeggiante collina, sulla cima del centro abitato di Brugnato.

Fotografia: Wikipedia



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